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Domenica 16 Ottobre 2011 00:00

Ammortizzatori sociali, a troppi sono negati

Il quadro occupazionale, le criticità e le prospettive del “lavoro” nel nostro Paese sono sempre più gravi.

Sempre più persone sono in difficoltà a trovare, o ritrovare, un’occupazione in un mercato del lavoro fermo (anche nei settori tradizionalmente caratterizzati da maggior dinamicità) e con una precarietà dilagante, pressoché totale nelle assunzioni.

Nella difficilissima ricerca di lavoro si è spesso costretti ad accettare di tutto e le peggiori forme di contratto. Questo, naturalmente, se e quando un contratto c’è.

Va anche ricordato che, ancora oggi, ci sono migliaia di persone che pur avendo perso quello che per loro era un “lavoro” non possono accedere ad alcun ammortizzatore sociale.

In provincia di Savona dal luglio 2010 a luglio 2011 gli iscritti totali ai Centri per l’impiego provinciali (Savona, Albenga, Carcare) sono passati da 17060 ai 18827 con un incremento di oltre 1700 unità (+ 10.4%), mentre gli iscritti alle liste di mobilità sono aumentati di 340 unità raggiungendo i 1748 (+24,6 %).

Le assunzioni a tempo indeterminato continuano a diminuire mentre in quelle in cui si utilizzano forme di lavoro non stabile, che hanno ormai superato l’85% del totale (dato luglio 2011), cresce costantemente il ricorso alle tipologie contrattuali più precarie ed incerte.

Va detto, con chiarezza, che la precarietà non nasce con la crisi. E’, piuttosto, il risultato della costante opera di deregolamentazione messa in atto nel Paese da anni di politiche ideologiche e sbagliate: mancati investimenti per la crescita, scelta di competere sui costi e non sulla qualità del lavoro e del prodotto, volontà di piegare il lavoro all’esclusivo interesse di una parte. La crisi, prima negata poi trascurata per mesi ed infine gestita con provvedimenti iniqui e ancora sbagliati, ha fatto e sta facendo il resto.

Dal governo di un Paese con una tale difficoltà si attenderebbero misure serie per lo sviluppo e l’occupazione, una riforma strutturale per estendere gli ammortizzatori sociali, iniziative concrete per ridurre un livello di precariato divenuto insopportabile. Invece o si usa la crisi per continuare a tagliare diritti e deprimere ancora l'economia o si continua a parlare d’altro.

Anche in provincia di Savona, dove non si contano più le crisi aziendali e sempre più persone si trovano in situazioni difficili per aver perso il lavoro, per non riuscire a trovarne un altro, per non aver alcuna prospettiva da quello che stanno svolgendo, servirebbe un deciso cambio di passo da parte dell’Amministrazione.

Occorrono iniziative e strumenti in grado di incidere realmente rispetto alla crisi profondissima in cui versa il territorio. Serve il lavoro. E serve un lavoro che, in un momento tanto critico, possa garantire alle persone un minimo di prospettiva. Certo non è cosa semplice: ma è questo che ci si attende dalle Istituzioni, anche da quelle del territorio.

Fausto Dabove - Segretario provinciale NIdiL CGIL Savona

Savona, 16 ottobre 2011

 

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