| Economia e disoccupazione in Provincia di Savona, il comunicato di Francesco Rossello |
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| Martedì 20 Maggio 2008 03:00 |
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I dati di quest’anno confermano il trend negativo per la provincia di Savona con un’aggravante rispetto agli anni precedenti: perché se fino all’anno scorso i dati della nostra provincia erano sostanzialmente in linea con quelli della Liguria, a partire da quest’anno si segna una netta differenza tra la situazione economica della provincia di Savona e quella delle altre province.
Infatti a fronte del rallentamento dell’economia ligure, nella nostra Provincia si passa da una fase di stagnazione ad un preoccupante inizio di recessione (PIL 2007 -0,2%, PIL previsto per il 2008 -0,4% rispetto al +0,3 ligure ed al +0,5 nazionale)
Il tasso di disoccupazione si conferma uno dei più bassi di sempre (4,3%), tuttavia, la lettura di alcuni dati specifici dipinge un quadro comunque preoccupante:
1. Una complessiva diminuzione della disponibilità di forza lavoro e, in particolare, la diminuzione del numero totale di occupati (-0,5%). Il dato suddiviso per genere sul numero di occupati con -4,7% tra l’occupazione maschile e +4,8% per l’occupazione femminile; Tali dati portano ad alcune considerazioni. Diventa ogni anno più grave il problema legato alla qualità del lavoro, laddove la qualità è data in primis dalla stabilità, ma anche dal contenuto professionale e dalle possibilità di crescita formativa che un lavoro è in grado di offrire. Prosegue la tendenza dei nostri giovani, soprattutto i laureati, a trasferirsi fuori dalla provincia per cercare lavoro (da qui la diminuzione della forza lavoro complessiva e del tasso di occupazione); aumenta, oltre al lavoro a tempo determinato, il lavoro part time (da qui il dato sull’aumento di occupazione femminile in controtendenza a quello sull’occupazione maschile); aumentano i lavoratori che decidono di mettersi in proprio, di costituire microimprese (molte delle quali sono esposte alle oscillazioni del mercato, tanto che nell’industria il lavoro indipendente diminuisce di 870 unità).
Difficile mostrare ottimismo di fronte ad un quadro simile, tuttavia, a conferma di quanto già detto gli anni scorsi, la nostra provincia (a fianco a realtà industriali che continuano a costituire un’importante ossatura del nostro sistema) è stata capace di mettere in campo alcuni importanti progetti di rilancio, che partendo dalle grandi opportunità offerte dal porto di Savona possono garantire un rilancio industriale capace di coinvolgere gruppi solidi capaci di affiancare quelli già esistenti in provincia e in grado di dare le risposte necessarie dal punto di vista del contenuto tecnologico delle produzioni e della qualità dell’occupazione che possono generare. Abbiamo i siti (Ferrania, Acna, Villanova d’Albenga etc.), abbiamo gli imprenditori (Maersk, Piaggio, Malacalza, Babcock) abbiamo gli strumenti (gli Accordi di programma di Ferrania, Piaggio e Maersk). Ora è necessario far vivere questi progetti, adeguare le infrastrutture e l’offerta formativa, coinvolgere le imprese della provincia per creare un indotto locale intorno alle imprese imprese, coinvolgere le OO.SS. per concordare processi di inserimento al lavoro votati alla stabilità occupazionale. In particolare oggi ci sono le condizioni per la firma dell’AdP di Piaggio, credo che non sia opportuno tergiversare oltre. C’è un’idea diffusa secondo la quale si pensa che nella nostra provincia non ci sia bisogno di fare niente e che se non si fa niente, tutto rimane com’è. Non solo le analisi economiche e politiche, ma anche i dati ci confermano che questa è un’idea sbagliata, che la via dello sviluppo sostenibile è indispensabile per rimanere agganciati al treno italiano ed europeo. Anzi, vista la situazione, per tornare ad agganciare quel treno. |








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