| Infortuni sul lavoro, l'intervento di CGIL CISL UIL in consiglio provinciale |
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| Martedì 08 Luglio 2008 03:00 |
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Dai dati INAIL relativi al 2007 si registra un modesto calo degli infortuni sul lavoro. Anche nell’ultimo quinquennio complessivamente la riduzione degli infortuni è stata dell’8%. Il risultato, però, non può essere considerato soddisfacente. Serve un drastico abbattimento anche alla luce di quanto previsto dalla Direttiva comunitaria per i paesi UE che prevede una riduzione del 25% per il periodo 2007 – 2012. Sulla base di una metodologia ancora in vigore, peraltro rielaborata anche considerando infortuni in itinere ed incidenza del lavoro illegale, nel 2007 INAIL pubblica il valore dei costi sociali prodotti dagli infortuni pari a 45 miliardi di euro (pari al 3.21% del PIL). Costi umani, sociali ed economici enormi che giustificherebbero il ricorso ad una pratica di prevenzione alternativa.
Va modificata la cultura delle imprese sulla sicurezza. Non basta ritenere di aver assolto al proprio ruolo, in merito al problema della sicurezza, attuando la formazione dei lavoratori, se pur necessaria. Occorre investire nella prevenzione nello spirito dell’applicazione del nuovo Testo unico e nel coinvolgimento e condivisione dei problemi e delle relative soluzioni. Le imprese devono modificare l’approccio culturale a questo tema, sapendo che il problema più grande da affrontare è rappresentato dal COSTO che la sicurezza rappresenta dovendo incidere anche sull’organizzazione del lavoro. E’ necessario quindi studiare forme premianti, anche economiche, per le imprese virtuose e che vogliono investire seriamente sulla prevenzione, utilizzando le economie che potranno generarsi dalla compressione dei costi sociali. Già oggi si potrebbero cominciare ad utilizzare le risorse dell’INAIL. Anche la formazione può essere un segmento della prevenzione se viene fatta non solo agli RLS ma anche ai lavoratori, a chi si avvia al lavoro, agli immigrati (le cui difficoltà sono anche linguistiche, leggere e scrivere,) e ai giovani che escono dalle scuole ed università. IL TAVOLO PROVINCIALE IN PREFETTURA Negli ultimi mesi è stato avviato un tavolo permanente in Prefettura che coinvolge tutti gli Enti che hanno competenza in materia di sicurezza e le parti sociali. Partendo dall’onda emotiva generata dagli incidenti mortali accaduti nella nostra Provincia, si è consolidato grazie alla disponibilità del Sig. Prefetto che ha preso a cuore questo tema al di là degli aspetti puramente istituzionali. Questo tavolo, a nostro avviso (ma ci pare un’impostazione condivisa) ha tra i suoi compiti e finalità il monitoraggio dei dati di settore e la conseguente individuazione dei settori maggiormente a rischio che nei propri ambiti non possiedono già situazioni di intervento in corso (come ad es edilizia-cassa edili, enti bilaterali ecc…), in modo da poter avviare un progetto pilota sperimentale che potrà servire come modello da esportare anche in altri settori se darà i risultati che ci aspettiamo. Alcuni esempi sono già stati avviati. Nell’ambito portuale si sta sperimentando un protocollo di intesa sulla sicurezza che rappresenta un punto di partenza molto importante. Su questo tema così complesso non è sufficiente che ogni soggetto faccia semplicemente la propria parte per , diciamo così, “avere la coscienza a posto”, ma occorre una condivisione molto più ampia ed uno stretto coordinamento finalizzati ad un comune obiettivo. Il tavolo deve essere “aperto” a tutte le associazioni datoriali ed enti bilaterali che hanno intenzione di lavorare a questo obiettivo. LA NOSTRA PROPOSTA CGIL CISL e UIL hanno presentato più di un anno fa, una proposta sull’istituzione di un Coordinamento Provinciale e di un Osservatorio Provinciale sugli appalti funzionali a garantire, oltre che a legalità e regolarità degli stessi, che gli appalti che non rispondano più solo alla regola selvaggia del minor costo (meno diritti ai lavoratori e meno investimenti sulla sicurezza) fino ad arrivare a creare un sistema premiante per le imprese virtuose sulla sicurezza pur nella logica della competitività. In questo senso la nostra proposta ha precorso la logica introdotta successivamente nella Legge 123/2007. Infatti nella predisposizione di gare e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, gli enti aggiudicatari devono valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo della sicurezza. La norma fa esplicito riferimento ai valori economici previsti nei contratti collettivi nazionali e alla copertura degli oneri sociali. 1300 morti sul lavoro / anno 1 milione di infortuni ufficiali, in prevalenza tra lavoratori immigrati, precari ed in aumento sono gli infortuni che accadono alle donne 200.000 infortuni non denunciati a causa di lavoro nero, quelli occultati sotto forma di malattia o di incidente domestico E’ ancora troppo diffuso il lavoro nero ed irregolare che incide in percentuale molto alta sulla determinazione delle basi d’asta per le offerte negli appalti. Ciò non è più tollerabile. Occorre intensificare le misure per combattere questo fenomeno la cui entità purtroppo è percepita solo in minima parte e non se ne conosce la reale consistenza. Questi strumenti Coordinamento ed Osservatorio sugli appalti insieme al Tavolo permanente dovranno essere in grado di fornire indirizzi in merito ai bandi di gara ed ai capitolati di appalto-tipo in cui siano previsti garanzie per i lavoratori, per le imprese, per i cittadini per arrivare a quella che deve essere l’offerta economicamente più vantaggiosa che vogliamo diventi il metodo da adottare su tutto il territorio provinciale. CGIL CISL e UIL, anche attraverso la campagna nazionale in corso, intendono dare visibilità al lavoro e alla centralità della persona e compiere ogni sforzo possibile affinché possa cessare questa situazione incivile.
CGIL CISL UIL Savona (Del Buono – Campiati – Paglietti) |








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