Progetto Piaggio, il comunicato di Francesco Rossello PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Giugno 2008 03:00

Leggo con interesse le preoccupazioni di rappresentanti di albergatori, commercianti e bagni marini di Finale rispetto al “caso Piaggio” ed alla richiesta di avere un piano di “supporto occupazionale” presumibilmente ad integrazione dell’accordo di programma.

Premesso che il principale “piano di supporto occupazionale” esiste già: è quello firmato dalle OO.SS. a novembre che garantisce il lavoro agli attuali dipendenti (comprese le oltre 300 famiglie finalesi), offre prospettive di consolidamento per i tempi determinati e possibilità di sviluppo industriale quindi di nuove assunzioni (oltre che gettare le basi per generare attività dell’indotto). La RSU si è mossa proprio a sostegno di questo piano il quale, se non si firma l’Accordo di programma, rischia di essere vanificato.
Ma io credo che le aperture vadano colte. E in particolare, credo che vada colta la nobile quanto inusuale preoccupazione degli operatori turistici e commerciali per l’occupazione.
Dico inusuale perché tra le vertenze individuali che segue il Sindacato, il 96% riguarda i settori del turismo e del terziario. In quei settori si registrano preoccupanti sacche di lavoro irregolare e precario (ci sono persone che vengono assunte per cinque o sei anni come stagionali con contratti di sette mesi l’anno a tempo determinato oppure altri che vengono licenziati ogni anno e poi riassunti), poco qualificato (si preferiscono lavoratori “usa & getta” piuttosto che investire in formazione professionale). A fronte di un simile quadro generale, a livello locale ci troviamo a fare i conti con una categoria che non si è mai dichiarata disponibile a fare accordi che rendano più qualificante e sicuro il lavoro nel settore. Non c’è nemmeno la disponibilità a concordare strategie di lungo periodo e solitamente si rifiuta ogni proposta moderna (ad esempio tentare di concertare soluzioni che consolidino davvero il turismo come settore economico favorendo soluzioni che destagionilizzino l’attività turistica o proponendo la creazione di infrastrutture che facilitino l’arrivo e la permanenza dei turisti oltre che la valorizzazione delle attività culturali) per conservare quel che c’è.
Insomma, a fronte di questo quadro, la preoccupazione e la disponibilità degli operatori turistico-commerciali finalesi sembra davvero epocale.
Ovviamente, a meno che il tema dell’occupazione non sia la solita bandiera che si sventola per mascherare in realtà interessi di tipo diverso. E allora ci sarebbe da preoccuparsi.

Francesco ROSSELLO – Segr. Gen. CGIL Savona

 

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