| Provincia di Savona, il punto della situazione sulla crisi industriale |
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| Venerdì 18 Aprile 2008 03:00 |
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PROVINCIA DI SAVONA, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SULLA CRISI INDUSTRIALE AL 18 APRILE 2008
Al momento sul territorio della Provincia di Savona sono aperte tre grosse vertenze: una interessa l’azienda albisolese F.A.C., produttrice di tazzine da bar, la seconda riguarda l’azienda farmaceutica di Albenga Testa e la terza la Vetrotex di Vado Ligure.
La F.A.C. ha annunciato l’interruzione dell’attività di manutenzione ed il conseguente licenziamento di quattro lavoratori del settore. Dei quattro, uno è dipendente della F.A.C. da trent’anni ed un altro è vicinissimo alla pensione. All’annuncio è seguita l’immediata mobilitazione dei sindacati, che si sono rivolti al Prefetto, al sindaco Parodi e all’assessore provinciale Roberto Peluffo. I sindacati hanno quindi scelto una linea di responsabilità, avanzando proposte praticabili ed interrompendo la mobilitazione nell’attesa dell’esito della mediazione delle istituzioni. Ma la risposta dell’azienda è stata unilaterale: Silvia Canepa, proprietaria della F.A.C., ha infatti convocato un’assemblea dei lavoratori, nel corso della quale ha dichiarato che le organizzazioni sindacali per salvare quattro lavoratori minacciavano di chiusura l’intera azienda, mettendo a repentaglio il posto di lavoro di tutti i dipendenti. I sindacati hanno risposto ieri con una nuova mobilitazione e con un corteo.
La Testa farmaceutica di Albenga occupa attualmente circa 60 lavoratori, ripartiti in due segmenti produttivi: il segmento della caffeina, che produce principalmente per la Coca Cola e il segmento del cacao, che produce per il settore farmaceutico e alimentare. Fino a poco tempo fa la maggioranza azionaria della ditta apparteneva ad una società spagnola, affiancata dalla famiglia Massone, storica fondatrice dell’azienda. Ad oggi la società spagnola è uscita dal consiglio d’amministrazione, lasciando la F.A.C. indebitata e nel mezzo di una situazione difficile. Già l’anno scorso un provvedimento di mobilità aveva interessato sedici lavoratori, mobilità motivata ufficialmente dall’acquisto di un macchinario per il rilancio del segmento del cacao dell’azienda. Ma una settimana fa è arrivato l’annuncio della dismissione del segmento cacao e dell’intenzione della Testa di concentrare gli sforzi produttivi unicamente sul settore della caffeina. All’origine della decisione giocano interessi legati ad operazioni immobiliari che intessano i terreni su cui sorge l’azienda di Leca. La chiusura del segmento cacao comporta il licenziamento di trenta lavoratori, per un dimezzamento del totale dei dipendenti della ditta farmaceutica.
La Vetrotex di Vado Ligure, prima proprietà della multinazionale Saint-Gobain, attualmente è stata acquistata dal colosso statunitense “Owens Corning”, diventando O.C.V. (“Owens Corning Vado). La Owens Corning è leader nel settore dei fiati del vetro, con migliaia di dipendenti e filiali in tutto il mondo. La Vetrotex presenta un fondamentale fattore di criticità: il forno dell’azienda ha ormai dieci anni e già nel 2005 si erano resi necessari alcuni interventi. Fronte all’investimento di 24 miliardi di lire effettuato in passato dalla Saint Gobain per il rifacimento del forno, la Owens Corning ha annunciato uno stanziamento di soli 8-9 milioni di euro ed il licenziamento di 51 lavoratori (su un totale di 165). Non soltanto l’investimento è talmente ristretto da non fornire garanzie sufficienti per il mantenimento del forno per altri dieci anni. Ma, a conti fatti, se un operaio costa in media all’azienda 40.000 euro all’anno, ne risulta che i lavori di manutenzione al forno ricadrebbero sulle spalle dei 51 lavoratori licenziati! Le organizzazioni sindacali esprimono inoltre tutta la loro preoccupazione per le recenti esternazioni di Franco Orsi, che ha affermato che l’appendice dell’accordo di programma firmato l’8 aprile potrebbe non avere copertura economica. Si tratta di capire se le sue dichiarazioni non sono altro che parole in libertà, dettate dalla volontà post-elettorale di cancellare quanto stabilito durante la passata legislatura di centro-sinistra o se vi sono davvero elementi tali da mettere di fatto in discussione la copertura economica dell’accordo. Le organizzazioni sindacali si riservano in questa seconda, preoccupante eventualità di incontrare al più presto i Ministeri competenti per appurare lo stato delle cose e cercare di individuare possibili soluzioni.
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